mercoledì 18 gennaio 2012

chi ha tempo non aspetti tempo.

Questo limbo in cui giaccio, tra disoccupazione, studio pacato e raffreddore con 37° di temperatura, mi fa dono di una cosa preziosissima di cui per mesi e mesi sono stata totalmente priva: il Tempo.
Sì, ne ho a bizzeffe di Tempo, fin troppo forse, col serio rischio di perdermici dentro. Penso però che, insomma, prima o poi uno straccio di lavoro lo troverò, eqquindi, approfittiamone.
Tra una lettura e l'altra, ho ascoltato tanta musica bella: cucinando (grazie alla nobile arte dell'improvvisazione) ricette di mia invenzione, lavando i piatti o sgrumando scaffali impolverati e appiccicati, ho scoperto e apprezzato esterina (scritto proprio accussì) e i Virginiana Miller. I primi li ho pure visti. Ho, come dico qui sotto, visto qualche pellicola. Letto molti articoli, molti blog, molti post.
Ho pure visto una mostra: ARTEMISIA - Storia di una passione (qui il link al sito e qua la app gratuita), che non è ancora finita perché durerà fino al 29 gennaio, a Palazzo Reale, Milano.
Ci sono andata un po' perché ne avevo sempre sentito parlare ma mai conosciuto la vicenda, un po' perché a Pisa lascio sempre la macchina in via Orazio Gentileschi, un po' perché una mia amica  l'estate scorsa mi consigliò di leggere la storia romanzata della sua vita, scritta da S. Vreeland. La passione di Artemisia si legge davvero in un soffio: e poco importa che sia davvero parecchio romanzata; biografie pedisseque, per chi le cerca, se ne trovano. I passi in cui è ricostruita la genesi di dipinti come Susanna e i vecchioni, Cleopatra o le varie Giuditte sono particolarmente suggestivi tanto che poi, quando ti ci trovi davanti, riecheggiano tra te e il quadro, di cui vedi distintamente i tocchi di colore. E magari l'occhio ti cade sul dettaglio e allora ti concentri su un'unica, evidentissima pennellata e ti immagini che ce l'ha passata proprio lei - (e sottolineo, lei!) - che è stata davanti al quadro proprio come te adesso, che ci ha respirato sopra e che, prima di tracciarla e mentre la tracciava, aveva dei pensieri, un motivo, un'intenzione. Un furor.
Sì, adoro andar per mostre.

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